
I pornazzi sono stati una parte importante della nostra educazione sentimentale.
Dal genere a fumetti, Storie di corna vissute, Lando, Wallenstein, al genere patinato, Play boy, Penthouse, Hustler, Club, etc.
Le ore aveva un raro carisma nazionalpopolare.
Era la Rete 4 dei pornazzi.
Nessun tentativo di entusiasmi culturali.
Nessuna mediazione patinata o glamour.
Immagini nude e crude accompagnate da testi sul genere Agnese la sudanese ciuccia l'arnese.
Il pornazzo era difficile da acquistare.
Una volta ottenuto il coraggio di chiedere al giornalaio più lontano da casa che si potesse trovare, dopo un appostamento di giorni per individuare il momento giusto, Scusi, ha Le ore? uno si trovava a dover combattere con una risposta sul genere E te, nini, che ce l'hai diciotto anni?
Il giornalaio del Ponte del pino era - ed è - stretto fra una strada e un parcheggio.
Teneva i pornazzi sul lato del parcheggio, in esposizione, accanto ai fumetti (il bravo giornalaio consente sempre al cliente timido di fare un panino di pornazzi e Micro Mega, raddoppiando il guadagno e sorridendo ironico sul disgraziato che si trova a dover leggere Il Mulino in cambio di un po' di attività manuale).
La tattica era arrivare con un borsone sportivo, di quelli da contorsionista, appoggiarlo in terra, consultare i fumetti e infilare nel borsone un po' di pornazzi senza farsi scoprire dal giornalaio.
Naturalmente il giornalaio si rendeva perfettamente conto della operazione che subiva con spirito da filantropo del cazzo.
Il secondo problema era il nascondiglio dei pornazzi.
Ognuno aveva i suoi, piccoli tesori, gelosamente custoditi.
Il mio era dentro un Fort Alamo di cartone nell'armadio dei giochi.
Il mio migliore amico li nascondeva sotto ad un cassetto nella sua stanza.
Il destino di questi nascondigli è di venire dimenticati, una volta esaurito il furore manuale che ne giustificava l'alimentazione.
Così è successo che la stanza del mio amico sia diventata la stanza del fratello del mio amico.
Che la sua mamma abbia deciso di effettuare una pulizia straordinaria approfittando delle vacanze.
Che il disgraziato sia tornato dalle vacanze stanco ma felice sull'ora di pranzo.
Trova apparecchiato.
Ma niente piatto: al suo posto, c'è una pila di pornazzi piuttosto alta.
Guarda stupefatto la sua mamma.
Che priva di qualsiasi pietà o umana comprensione, ricambia schifata e lo invita a tornare di dove è venuto portandosi da leggere, aggiungendo vari Porco, Da te non me lo aspettavo, etc.
Nessuno ha mai avuto il coraggio di accollarsi il disguido.
In compenso, sabato mia madre si è decisa a riordinare l'armadio dei giochi e ho avuto un sussulto quando ho visto Fort Alamo appoggiato sulla moquette rossa della mia infanzia.
Francamente non ricordo di averlo mai svuotato.